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Fecondazione eterologa: cosa cambia in Italia

Fecondazione eterologa: cosa cambia in Italia

Cade il divieto imposto dalla ormai ex legge 40, secondo cui non era possibile utilizzare il seme o l’ovocita di un donatore esterno alla coppia per i casi d’infertilità. Questo significa che, da questo momento, seppur non ancora legiferata dal governo, la fecondazione eterologa in Italia è ammessa, anche se con alcuni vincoli.

Per chi dona:

  • Uomini: tra i 18 ed i 45 anni
  • Donne: tra i 18 ed i 35 anni

Per chi riceve:

  1. Essere maggiorenni
  2. Essere sposati o legalmente conviventi
  3. Possedere una certificazione di sterilità od infertilità

Lo scorso 4 settembre le regioni si sono riunite e sono state stilate delle linee guida per la fecondazione eterologa. I punti fondamentali su cui si è dibattuto e che sono stati delineati sono:

  • il costo della fecondazione eterologa, stabilito in generale fra i 400 edi 700€ inserimento nei LEA (livelli essenziali di assistenza)
  • il numero massimo di fecondazioni possibili da uno stesso donatore, 10
  • l’obbligo di riutilizzare lo stesso donatore se una coppia decida per un secondo figlio
  • il donatore dovrà avere caratteristiche fisiosomatiche simili ai futuri genitori (colore della pelle, colore dei capelli, compatibilità del gruppo sanguigno)

Di fatto esiste ancora il divieto di intervenire attraverso la fecondazione eterologa per scongiurare le patologie geneticamente trasmissibili.

Persistendo questi vincoli, si obbliga le coppie in cui sono presenti patologie trasmissibili geneticamente, ad eseguire una amniocentesi e, nel caso, essere obbligati alla scelta di un eventuale aborto, nel caso in cui il feto risulti malato.

In dieci anni, circa trenta sentenze ne hanno cambiato la sostanza, per esempio in merito alla diagnosi preimpianto in caso di malattie genetiche: proprio la Corte Costituzionale ha di recente eliminato l’obbligo di produrre solo tre embrioni e di impiantarli tutti, lasciando al medico la decisione in base allo stato di salute della donna.

Linee Guida

Unanime il consenso alle linee guida sulla fecondazione eterologa. La conferenza delle regioni ha stilato un documento condiviso dallo steso ministro della salute, Beatrice Lorenzin. Spetta ora al parlamento legiferare in tal senso e, soprattutto, per inserire la fecondazione eterologa nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). In attesa della legge che regolamenti la questione economica a livello nazionale, le regioni sono autorizzate a procedere con le autorizzazioni ai singoli centri.

Linee guida sui donatori e anonimato

Il testo approvato dalle regioni ha rimosso un punto molto discusso e precedentemente approvato, ovvero la possibilità per i nati, una volta compiuti i 25 anni di età, di conoscere l’identità del donatore. In egual misura, è stato posto il veto ai donatori di conoscere l’identità dei nati con i gameti donati, attraverso la fecondazione eterologa. Il vincolo della tracciabilità rimane esclusivamente per il personale sanitario, il quale potrà disporre delle identità per aventuali problemi medici che dovessero insorgere in futuro o in casi del tutto straordinari.

Ovodonazione volontaria e gratuita

Nessuna forma di retribuzione è stata prevista per le donatrici di ovociti, volontarie appunto. Si stanno vagliando forme d’incentivo non economiche in maniera analoga a quanto già accade per chi dona tessuti, cellule od organi. In particolare viene precisato che per le donatrici con rapporto di lavoro dipendente, è al vaglio la possibilità di un rimborso spese sia per le eventuali spese sostenute per la donazione, sia per le giornate di lavoro perse. Sarà permessa l’importazione e l’esportazione dei gameti purché a titolo gratuito, a patto che siano effettuate attraverso istituti accreditati secondo normativa europea vigente. Le donatrici verranno informate dei rischi annessi alla pratica a cui si sottopongono e potranno revocare il consenso all’utilizzo dei gameti in qualsiasi momento.

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