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Quando le storie di calcio superano la fantasia

Quando le storie di calcio superano la fantasia

I campionati del Mondo 2018 si sono da poco conclusi. In Russia a trionfare è stata la Francia di Didier Deschamps, che ha avuto la meglio sulla Croazia, autentica beniamina di quasi la totalità di chi ha seguito la finalissima. La Croazia ha ottenuto la simpatia di molti visto le difficoltà che hanno avuto, durante la loro infanzia, molti calciatori croati, a seguito della guerra in Jugoslavia. A simbolo di questo sentimento i riflettori sono stati puntati su Luka Modric, stella e capitano della Croazia. Per la squadra allenata da Dalic si trattava della prima finale mondiale, nonostante i soli 27 anni di storia. Nel ’98 avevano già raggiunto il 3° posto nella manifestazione iridata. Anche lì furono battuti dalla Francia, anche lì i transalpini divennero campioni del mondo.

In questa oasi di calcio romantico non bisogna dimenticare come la Francia abbia meritato di arrivare fino in fondo, grazie ad una rosa stellare e giovanissima. Basti pensare che questa Nazionale ha potuto lasciare a casa uomini come Benzema, Lacazette, Coman, per dirne proprio alcuni. Dietro il successo della Francia c’è tanto da approfondire. I 23 della rosa, a parte Mandanda ed Umtiti, che sono oriundi, sono calciatori francesi a tutti gli effetti, ma con origini africane. Chi aveva origini senegalesi, chi maliani, chi togolesi e così via. Ha vinto la Francia multiculturale.

Tutte le storie romantiche di questo Mondiale

Nella finale per il 3° e 4° posto si sono affrontate Belgio ed Inghilterra. Le due nazionali si erano già incontrate nel girone G. Sia nella gara del girone, sia nella finalina, a trionfare sono stati i Red Devils di Roberto Martinez. Entrambe le Nazionali non giocavano una semifinale da oltre 25 anni. Alla fine l’ha spuntata il Belgio, per 2-0, facendo risaltare la migliore qualità dei suoi interpreti, a dispetto di quelli inglesi. Anche dietro queste due squadre ci sono  diverse storie incredibili. Ad esempio tra i belgi spicca la storia incredibile del bomber Romelu Lukaku, il quale ha vissuto un’infanzia nell’assoluta povertà, schivando i ratti che si trovavano in casa. Nella Nazionale dei Tre Leoni si annida invece un’altra storia incredibile, relativa al terzo portiere: Nick Pope. L’estremo difensore inglese aveva smesso a 16 anni di giocare a calcio. Nick iniziò a fare il lattaio per sostenersi economicamente. Tuttavia Pope tornò a giocare, percorrendo un’ascesa senza eguali.

Tutti questi aspetti, tutti questi risvolti, rendono il calcio materia interessante anche per chi non ama particolarmente questo sport. Il portale calcistico Andreatorrisi.com, ad esempio, punta proprio su questo, realizzando spesso articoli che riguardano queste storie da B-side. Facile, e a volte anche noioso, parlare di quanto guadagna Neymar, di quanti followers abbia Cristiano Ronaldo, e così via. Il calcio è spesso magia e sociologia insieme, e solo attraverso al misticismo che può emanare che ci si avvicina ed appassiona a questo sport. E non certo per l’interpretazione di freddi numeri. D’altronde a chi piace un Mondiale senza favole, cenerentole, imprese e personaggi? A nessuno, neanche ai vincitori.

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